Avevo un obiettivo prima di partire: non imbarcare valigie per non rischiare di perderle e per viaggiare leggero. Cosi, per un mese in Thailandia, mi presento al check-in con uno zaino da trekking. Avendo calcolato un unico lavaggio a metà mese, il mio kit da viaggio è il seguente: 15 boxer (uno al giorno), 7 paia di calzini (una ogni due giorni), 5 magliette (una ogni 3 giorni), 2 pantaloni (fatevi i calcoli), un pigiama corto, un costume e un telo mare, 3 libri (di cui la lonely planet), infradito e occhiali cinesi da sole e kit-farmacia/toilette (spazzolino dentifricio crema solare deodorante cartaigienica enterogermina tachipirina imodium). Praticamente uno zaino composto per la metà da mutande. Ma ho l'essenziale. Infatti appena superato brillantemente il check-in mi accorgo di aver dimenticato la macchina fotografica. Un blog di viaggio senza foto, bene. Comunque. Imbarco sulla Sri Lankan Airlines e passo 14 comode ore (scalo compreso) a mangiaremangiaremangiare (ci hanno servito tre volte pollo al curry, rosso, verde e giallo) e a guardarmi 3 straordinari film, l'ultimo dei quali, il cartone animato Big hero 6, viene interrotto dall'atterraggio a 4 minuti dalla fine mentre si svolge l'epica battaglia finale...lasciandomi così atterrito appena atterrato (ahaha).
Esco dall'aereo con gli occhi che bruciano per i troppi video e m'incammino piangendo verso l'uscita pensando alla mia prima missione: come raggiungere il centro di Bangkok dall'aeroporto. Un viaggiatore zaino in spalla non prende il taxi (troppo caro) per cui m'informo sulle diverse soluzioni: la migliore sembra quella di prendere un autobus che mi porta alla metro che mi porta allo skytrain che mi porta a un altro autobus che mi porta a fare altri 500 metri a piedi. Per me che ho lasciato la macchina un mese all'aeroporto perché era troppo complicato arrivare a Termini dalla Cassia, questa si che è un'avventura! Mentre rifletto un po' perplesso, mi si avvicina un signore. "Ciao sono Matteo, vai in centro? Vuoi fare il taxi a metà?". "Ok!".
Primo intoppo: il tassista non ci vuole portare in due posti diversi, troppo traffic jam. Il mio nuovo amico Matteo, di Rimini, si sacrifica: andiamo tutti e due da te poi mi arrangio. Un tipo simpatico questo giovane sessantenne in odore di turismo sessuale. 40 minuti e finalmente sbarchiamo nella mia lussureggiante 'Tim House'. Ci accoglie trionfalmente un nauseante odore di piscio. Che puzza. La guesthouse si affaccia su un canale marrone, da cui probabilmente scaricano le fogne. Puzza di piscio ovunque tranne in stanza per fortuna ed è pure pulita, anche perché difficile sporcare 4m2.
A questo punto, scaricati i bagagli, nonostante la fatica del viaggio e i miei occhi rossi, io e Matteo andiamo a farci un giro. Un caldo boia. Umidità a tutta, scarichi di gas, odore di fritti e sensazione di soffocamento. Nel famoso canale marrone nuotano 3 esseri che Matteo definisce prima iguane poi lontre poi tartarughe quindi coccodrilli ma per me potrebbero essere pantegane giganti. Comunque. Grondanti di sudore (altro che un solo lavaggio a metà vacanza) andiamo a visitare un tempio li vicino, la montagna dorata, dopodiché saluto il caro Matteo che se ne va sorridente in tuktuk verso le sue misteriosi mete afrodisiache.
Io torno in stanza e riposo un paio d'ore.
Mi sveglio ed è ora di cena. Mi dirigo verso Banglamphu, da quello che ho letto quartiere "animato" di Bangkok. Un macello. Il Caos. Mi accorgo che sono troppo vecchio per la zona e mi allontano a cercare un posto più tranquillo. Il problema è che è pericolosissimo. Intendo il traffico. Non si capisce niente. I semafori non servono a nulla, inoltre la gente va in contromano, ancora non ho capito se la guida è a destra o a sinistra. Mi dicono 'vale la legge del più forte', più sei grosso e veloce e più hai la precedenza. E il povero pedone allora? Dopo qualche minuto di osservazione mi accorgo che il pedone si butta in mezzo alla strada, semplicemente. Io ancora che aspetto al semaforo e accanto a me prima un signore poi una signora quindi una famiglia attraversano. Si fermano in mezzo tra i taxi tuktuk autobus bici moto auto scooter che sfrecciano e poi riescono miracolosamente a passare dall'altro lato. E io ancora al semaforo. Finalmente verde. Ma niente, nessuno si ferma. Una ragazzina si butta, un bambino di non piu di 8 anni attraversa fischiettando, alla fine mi metto dietro a un mendicante in sedie a rotelle pensando che qualcuno si fermerà per umana pietà. E ce la faccio!
Finalmente arrivo al ristorante consigliato dalla lonely planet ed è subito crisi. Circa 600 piatti in thailandese. Chiedo al cameriere la specialità della casa, lui mi chiede se la voglio mediamente o molto speziata, fate voi rispondo, mi portano qualcosa da cui riconosco solo riso, prendo un boccone e tossisco. Per 5 minuti. Forse ho confuso la parola speziata con la parola piccante in inglese. Lacrime. Ancora lacrime per i miei poveri occhi e acqua (tanta). Tornando in albergo mi prendo 3 involtini per strada e una birra per attutire il tutto.
Come prima serata va bene così.
Learning by suffering! Il metodo più efficacio per imparare le lingue.
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